Eye movement desensitization and reprocessing (EMDR)

Description

L'articolo di J. Wolpe e J. Abrams presenta un caso trattato nel 1991 con Eye Movement Desensitization (EMD), erano le prime applicazioni cliniche dopo la scoperta di F. Shapiro nel 1989 dell'azione dei movimenti oculari sullo stress traumatico e sulle situazioni ansiogene. Negli anni successivi l'EMD è diventato EMDR, infatti, la desensibilizzazione è il primo effetto che avviene durante una seduta dove viene applicata la stimolazione bilaterale, ma successivamente l'osservazione massiccia ed approfondita degli effetti clinici di questo metodo terapeutico ha rivelato che il processo che avviene è molto più complesso. È stato notato che simultaneamente alla desensibilizzazione avviene una ristrutturazione cognitiva e che entrambe sono il risultato dell'elaborazione dell'informazione legata ai ricordi traumatici. Nel lavoro realizzato con la paziente Shirley, Wolpe descrive tutta la storia di terapie a cui era stata sottoposta fino a quel momento che però non erano riuscite ad affrontare e risolvere l'esperienza traumatica della violenza sessuale. L'EMDR è stato efficace perché ha lavorato sul piano neurofisiologico, dove l'informazione è immagazzinata in modo disfunzionale ed è accessibile soltanto a questo livello, infatti, le terapie prettamente verbali non sempre riescono ad accedere e ad agire su questo piano e di conseguenza non riescono a modificare gli aspetti clinici legati alle esperienze di stress traumatico. Il programma terapeutico di Wolpe per l'introduzione dell'EMDR si è focalizzato inizialmente sull'esperienza traumatica della violenza (2 sedute) e dopo aver elaborato l'esperienza in sé sono stati individuati altri bisogni terapeutici legati all'ansia sociale e agli spunti agorafobici. Le 5 sedute successive sono state utilizzate per la desensibilizzazione di una serie di situazioni a cui era stato attribuito dalla paziente un valore della scala SUD. Si è iniziato dalla situazione più ansiogena (85) nella scala SUD e anziché utilizzare il rilassamento proprio della desensibilizzazione sistematica, sono stati realizzati movimenti oculari. La paziente riportava una riduzione dell'ansia dopo ogni set di stimolazione bilaterale e l'immagine della situazione temuta tendeva a sparire e in alcune situazioni addirittura diventava positiva. La ristrutturazione cognitiva è avvenuta nella paziente in modo spontaneo man mano che la terapia procedeva, fino a riportare che poteva camminare per strada sentendosi una cittadina normale, avendo un progetto per il futuro, inoltre aveva smesso quasi completamente di bere e si sentiva che un peso si era sollevato dalle sue spalle. Riportava di essere più rilassata sul lavoro, si godeva le passeggiate solitarie sulla spiaggia, aveva cominciato a curare il suo aspetto fisico e aveva iniziato ad avere interesse per gli uomini e ad avvicinarsi a qualcuno, ha riportato che non temeva più di essere violentata e non aveva più i pensieri suicidi e gli autori hanno ritenuto la terapia conclusa. I risultati si sono mantenuti ai vari follow up realizzati nel tempo. Quindi possiamo vedere i risultati della terapia con EMDR a livello cognitivo, nelle attribuzioni che fa del mondo e di se stessa, differenziando i pericoli veri da quelli meramente ansiogeni, soggettivo per quello che la paziente riporta emotivamente e a livello comportamentale, dove ha messo in atto dei nuovi comportamenti adattivi in modo spontaneo. Nella parte conclusiva gli autori menzionano una serie di 100 casi che sarebbero stati pubblicati nel Journal of Behaviour Therapy and Experimental Psychiatry e si augurano che altre pubblicazioni potessero rispondere al bisogno di delucidare i meccanismi che permettono questi cambiamenti dopo una seduta di EMDR. Come si evince dagli articoli che vengono pubblicati in questo numero la ricerca, il lavoro empirico e le osservazioni cliniche hanno dato un grande contributo in questo senso negli ultimi anni. Sull'EMDR sono stati pubblicati più di 150 articoli che ne dimostrano la efficacia. Tra le riviste scientifiche più accreditate dove sono pubblicati dei lavori di ricerca sull'EMDR troviamo: Journal of Consulting and Clinical Psychology, British Journal of Clinical Psychology, Journal of Anxiety Disorders, Journal of Behaviour and experimental psychiatry, Behavioural and Cognitive psychotherapy, Behaviour Therapy, Journal of traumatic stress, The Clinical Psychologist, Journal of Psychotherapy integration, Harvard Mental Health letter, Journal of Clinical psychology, Psychotherapy, British Journal of Psychiatry, International Journal of Psychiatry. Inoltre, sono stati pubblicati libri e manuali per terapeuti tradotti in varie lingue (in Italia dall'Astrolabio e dalla Mc Graw Hill Italia). Inoltre, recentemente, l'International Society for Traumatic Stress Studies (ISTSS) ha stabilito e comunicato che l'EMDR è uno dei metodi terapeutici più rapidi ed efficaci per superare e risolvere il disturbo post-traumatico da stress.

The article by J. Wolpe, J. Abrams has a case treated in 1991 with Eye Movement Desensitization (EMD), were the first clinical applications since the discovery of F. Shapiro in 1989 of the eye movements on traumatic stress and anxiety-provoking situations. In subsequent years the EMD became EMDR, in fact, the first effect is the desensitization that occurs during a session where the stimulation is applied bilaterally, but then observing massive and thorough clinical effects of this therapy revealed that the process that takes place is much more complex. It was noted that desensitization occurs simultaneously with a cognitive restructuring, and that both are the result of information related to traumatic memories. In work done with the patient Shirley, Wolpe describes the history of therapies that had been subjected up to that point but had failed to address and resolve the traumatic experience of sexual violence. EMDR was effective because he worked on the neurophysiological level, where information is stored in a dysfunctional and is accessible only at this level, in fact, purely verbal therapies are not always able to access and act on this plan and therefore can not modify the clinical aspects related to the experience of traumatic stress. The treatment plan for the introduction of Wolpe EMDR focused initially traumatic experience of violence (2 sessions) and after processing the experience itself more therapeutic needs were identified related to social anxiety and agoraphobic cues . 5 The subsequent sessions were used for the desensitization of a variety of situations to which the patient was given a value of SUD scale. It was started by the most anxiety-inducing situation (85) in the scale instead of using SUD and their relaxation in systematic desensitization, eye movements were made. The patient reported a reduction in anxiety after each set of bilateral stimulation and the image of the feared situation, and tended to disappear in some situations even became positive. The cognitive restructuring has taken place in the patient spontaneously as the therapy progressed, he could bring up to walk down the street feeling like a normal citizen, having a vision for the future, also had almost completely stopped drinking and felt that a weight had lifted from his shoulders. Reported to be more relaxed at work, enjoyed solitary walks on the beach, he began to treat her physical appearance and had started to have interest to men and to approach someone, reported that no longer feared being raped and not had more suicidal thoughts and the authors have considered the therapy ended. The results were maintained at various follow-up made in time. So we can see the results of EMDR therapy at the cognitive level, which is within the functions of the world and of itself, differentiating the real dangers than mere anxiety, subjective to what the patient experiences emotional and behavioral level, where he implemented of new adaptive behaviors in a spontaneous way. In the concluding section the authors refer to a series of 100 cases were published in the Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry and hope that other publications might respond to the need to elucidate the mechanisms that allow these changes after a session of EMDR. It is clear from articles published in this issue the research, the empirical work and clinical observations have given a great contribution in this direction in recent years. EMDR has been published over 150 articles which demonstrate its effectiveness. Among the most accredited scientific journals which are published on EMDR research work are: the Journal of Consulting and Clinical Psychology, British Journal of Clinical Psychology, Journal of Anxiety Disorders, Journal of Behavior and Experimental Psychiatry, Behavioural and Cognitive Psychotherapy, Behaviour Therapy , Journal of Traumatic Stress, The Clinical Psychologist, Journal of Psychotherapy Integration, Harvard Mental Health Letter, American Journal of Clinical Psychology, Psychotherapy, British Journal of Psychiatry, International Journal of Psychiatry. Were also published books and manuals for therapists translated into several languages ​​(in Italy and the McGraw Hill dall'Astrolabio Italy). In addition, recently, the International Society for Traumatic Stress Studies (ISTSS) has established and communicated that EMDR is one of the fastest and most effective treatment methods to overcome and resolve the post-traumatic stress disorder.

Format

Magazine

Language

English

Author(s)

Isabel Fernandez

Original Work Citation

Fernandez, I. (2001, Aprile\). Eye movement desensitization and reprocessing (EMDR). Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, 7(1), 35

Collection

Citation

“Eye movement desensitization and reprocessing (EMDR),” Francine Shapiro Library, accessed June 18, 2021, https://emdria.omeka.net/items/show/18152.

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